ANCHE I COMMERCIALISTI HANNO UN'ANIMA

Roma. Il tranquillo impiegato della Corte dei Conti Roberto (Enrico Montesano) è afflitto dalla vistosa fidanzata Sonia (Sabrina Ferilli), ansiosa di una vita più brillante. La ragazza passa le giornate in ufficio a fantasticare su un fidanzato ricco e a fare i test delle riviste.

L'occasione dell'ipotetica svolta capita con la buddista Cesira (Milena Vukotic), guida new age che si trascina la coppia in India per una visita guidata a un celebre santone.

Sull'aereo per l'Oriente ritrovano anche il corrotto commercialista milanese Carlo (Renato Pozzetto) in fuga precipitosa dalla giustizia italiana.

Mentre il travet sempliciotto resterà folgorato dalla nuova fede, l'affarista mariuolo, dopo aver fregato la ragazza all'altro, coinvolgerà nei suoi loschissimi affari legioni di ignari indù.

ANCHE I COMMERCIALISTI HANNO UN'ANIMA è una moscia, prolissa e poco divertente commedia socio-vacanziera che s'aggrappa con colpevole ritardo al treno di Tangentopoli (e alla moda dell'ascetismo...) per una satira goffa e risaputa sui danni delle mazzette, dietro cui arrancano anche due campioni della risata all'italiana come Renato Pozzetto e Enrico Montesano.

E' molto più spiritosa l'emergente (allora) sventola Sabrina Ferilli, l'unica che esibisce "argomenti" incontestabili.

VERSO IL SUD

Selvaggio West. E' veramente messo male il fuorilegge Henry Moon (Jack Nicholson): è stato condannato all'impiccagione.

L'unica speranza per salvarsi dalla corda è rappresentata da una vecchia legge che proibisce l'esecuzione di uomini sposati e dall'illibata proprietaria terriera Julia Tate (Mary Steenburgen), lineamenti delicati, pizzi e merletti.

Così lei salva lui dalla forca accettando di sposarlo e se lo porta al ranch, dove lo impiega nella miniera di famiglia per cercare l’oro.

Lui non può che obbedire e lavorare, con l'idea di scappare alla prima occasione possibile.

Inutile dire che la vita in comune non è facile, soprattutto all'arrivo degli ex complici di lui, finché il loro rapporto pian piano migliorerà e...

VERSO IL SUD è una western comedy, ovvero una commedia travestita da western, secondo film diretto da Jack Nicholson. Infatti di western ci sono solo l'ambientazione e i costumi, perché non v’è traccia né di indiani né di Messico (sebbene il sud del titolo sia proprio lo stato centroamericano, mèta ambita dal buon Henry Moon), mentre non si perde occasione per distruggere con un certo gusto i luoghi comuni del genere.

Jack Nicholson, occhi spiritati, è un impareggiabile istrione, l'aria da folletto matto è quella di sempre (basta seguire l'isterico ballo che improvvisa di fronte alla Steenburgen all'arrivo degli ex amici della banda) e la sceneggiatura gli mette in bocca frasi quasi mai scontate.
Ne è uscito un film dinamico, a tratti divertente.

Gli intenti dissacratori si intuiscono fin dal cast, composto in gran parte da attori destinati a trovare il successo proprio nella commedia brillante: si va dalla coppia di uomini dello sceriffo composta da Christopher Lloyd e John Belushi (qui in un ruolo ancor più secondario rispetto al di poco precedente e leggendario ANIMAL HOUSE, non è nemmeno citato nei titoli di testa) fino a Danny De Vito, anch’egli in una parte marginale (è uno dei componenti della scalcinata banda di banditi capeggiata dal protagonista).

In realtà gli unici, veri protagonisti del film sono Jack Nicholson e l'esordiente (futura star) Mary Steenburgen.

Certo non un capolavoro, ma un film dinamico, a tratti divertente. Insomma una visione la merita tutta.
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