HIGH CRIMES - CRIMINI DI STATO

San Francisco. Ti ho mentito, mi chiamo Ron Chapman, ammette l'impaurito Tom Kubik (Jim Caviezel) all'incredula moglie, l'avvocatessa in ascesa Claire (Ashley Judd).

La verità è saltata fuori dopo una fallita rapina nella loro villa: l'FBI ha arrestato l'uomo, accusandolo di aver ucciso nove civili nel 1988 in Salvador.

Si ritrova così in un penitenziario militare, in vista di un processo davanti alla corte marziale dal risultato scontato per tutti ma non per Claire.

Che, pur essendo un brillante avvocato non è in grado di difendere il marito nei tribunali militari e si fa affiancare dal tenente pivello Terry Embry (Adam Scott).

Non basta: convinta della sua innocenza, pur ammettendo di essere stato un sergente in missione di controguerriglia, recluterà un collega con le stellette, in pensione ed alcolista, Charlie Grimes (Morgan Freeman). Ma il loro tentativo non è ben visto dalle gerarchie, che paiono alla ricerca di un capro espiatorio più che di giustizia...

E alla fine, che amara sorpresa.

Un appena passabile giallo legale, che parte come un film di denuncia nella parte da corte marziale, dove emergono le illegalità di farabutti in divisa (molto, ma molto meglio "Codice d'onore").

Poi il copione vira sul thriller, finendo per assomigliare troppo al più appassionante "Doppio Taglio" (1985).

Insomma nessuna idea nuova, con un riciclaggio di tutti i clichè già visti (e meglio, come dicevamo prima) sullo scontro tra mentalità civile e militare e una presunta denuncia degli abusi del potere delle stellette e delle operazioni sotto copertura.

Appena sufficiente anche la sensuale Ashley Judd, mentre Morgan Freeman è svogliato come, per fortuna, non gli capita mai.

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