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ATTO DI FORZA

Chicago,2084. Il robusto operaio edile Doug Quaid (Arnold Schwarzenegger), per dare ascolto a certi incubi notturni durante i quali vede se stesso al fianco di una bella mora, si rivolge all'agenzia di viaggi Recall. Seychelles? Bahamas?
No grazie, voglio vedere il cielo rosso di Marte.
Viaggi ed avventure virtuali, beninteso, corredati di ricordi e di fantasie, come se su quel pianeta colonizzato dai terrestri fosse stato davvero.

Un bel trapianto cerebrale all'insaputa della bionda mogliettina Lori (Sharon Stone) ed eccolo lassù. Ma che succede, lo sbigottito turista ha cambiato nome e professione, ora si chiama Hauser, fa l'agente segreto al servizio dello spietato dittatorello locale, insomma è già stato sul pianeta. Forse l'operazione non è stata eseguita a regola d'arte.

Però si trova insieme all'amica dei suoi sogni, tale Melina (Rachel Ticotin), e si è messo in testa, a capo dei ribelli, di detronizzare il terribile Cohaagen (Ronny Cox) il perverso dittatore del pianeta che lo ospita.

Le due personalità del nostro eroe venendo spesso a conflitto, danno luogo ovviamente a strani casi: la dolce mogliettina si rivela un'arpia che lo accoltella, viene aggredito da sconosciuti, risse da saloon, provoca carneficine, incontra un altro se stesso... E continuando a chiedersi «Se io non sono io chi diavolo sono?», dapprima si estrae dal naso una capsula innestatagli dalla Ga, poi visita i bordelli di Venusville (l'ospite più graziosa ha tre mammelle), infine ammazza un po' di gentaglia e favorendo lo scioglimento di certi ghiacciai restituisce agli abitanti di Marte l'ossigeno che il Dittatore aveva loro perfidamente sottratto. Se tutto ciò sia già stato programmato dall'agenzia di Chicago, per cui Doug si sta inventando la realtà, non sappiamo sino alla fine.

ATTO DI FORZA  è una spettacolare avventura galattica da svariati miliardi (80. Di lire) diretta dal regista olandese Paul Verhoeven (BASIC INSTINCT, Robocop) che viaggia a velocità siderale provando a stupire ad ogni sequenza, con un fondo di pessimismo sul futuro dell'umanità, giocando a nascondino tra realtà ed apparenza.

Strabiliante (Oscar degli effetti speciali), violento, fracassone, affascinante e, perchè no, divertente. Il signore dei bicipiti Schwarzenegger manda tutto in frantumi strizzandoci l'occhio. La sconosciuta (all'epoca) Sharon Stone fa la bellissima statuina (non è ancora stata girata la più bella accavallata di gambe della storia del cinema).

L'immagine che il film ci offre di Marte non è confortante, ma almeno bizzarra è l'idea di avere platealmente esibito i nomi degli sponsor facendo pubblicità ai loro prodotti per le strade del satellite.

Ed è singolare che nel 2084 le parolacce siano rimaste le stesse di oggi.

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